
Cast: Kiefer Sutherland, Paula Patton, Amy Smart
Genere: Horror (?)
Durata: 101’
“Attenzione all’interno di questa sala saranno proiettate immagini nelle quali compare Kiefer Sutherland”: questo dovrebbe essere il vessillo affisso all’ingresso di tutti i cinema i quali abbiano il coraggio (e avranno) di mettere in contatto l’attore del serial 24 con la gentile clientela. E’ un odio a pelle? Dettato dai pregiudizi? No. Basta soffermarsi a contemplare quella faccia da cane bastonato. Scoccia dopo appena 5 minuti. Dopo 10 risulta irritante. E’ assurdo che un attore che possieda la stessa vivacità fisionomica del Monumento ai Caduti continui ad allietarci anche sul grande schermo. Esistono attori nati per recitare in telefilm, serial, fiction e sit-com. Beh, Kiefer Sutherland è uno di quelli. Don Siegel disse di Clint Eastwood che avesse soltanto due espressioni; una col cappello e una senza cappello. Kiefer Sutherland è dotato di un’unica e sempiterna espressione dipinta sul volto, che, riassunta con 5 parole, decanta: “Ma dove cazzo sono capitato?”. E’ la stessa domanda che si pongono i poveri spettatori colpevoli (ma non sapevano che c’era Kiefer) di aver scelto un suo film. In questo caso ci ha messo del suo anche Alexandre Aja bravo nell’ illudere i cinefili con il tanto discusso Alta Tensione ma addirittura eccezionale nel fugare con questo bidone tutti i dubbi sulle sue capacità. Di storie su vecchie maledizioni e su entità alberganti in specchi infrangibili ne abbiamo piene le tasche; e non mi soffermo sugli effetti digitali e sul finale obbrobrioso. Inserite al mix quel bel faccino del meno riuscito dei fratelli Sutherland e allora avrete 100 minuti di tempo libero per interrogarvi sul senso della vita. Voto – 3.